venerdì 27 luglio 2012

Scandalo Red Bull. Beccati a variare l'altezza in parco chiuso


Mentre le prime prove del fine settimana ungherese stanno iniziando, dalla Germania rimbalza una notizia sconvolgente e clamorosa. L’autorevole giornalista tedesco, Michael Schmidt,  del settimanale “Auto Motor und Sport”  Michael Schmidt è venuto a conoscenza di un gravissimo retroscena relativo al Gran Premio del Canada a Montreal e che riguarda per l’ennesima volta la Red Bull Racing.

Un commissario tecnico ha avvicinato il giornalista nella giornata di ieri [26 luglio – ndr] per raccontargli l’intera vicenda. Ma cosa è successo effettivamente sulla pista intitolata a Gilles Villeneuve? Pare che nella giornata di sabato i meccanici della squadra di Milton Keynes siano stati sorpresi ad alterare l’altezza da terra delle due monoposto RB8 mentre le monoposto si trovavano già da diverse ore in regime di parco chiuso.

Da inizio campionato la Federazione per evitare li soliti sospetti ha imposto a tutte le scuderie di lavorare con strumenti ben visibili e facilmente riconoscibili, per dare modo ai commissari di verificare chi e come interviene sulle monoposto.

Gli uomini della Red Bull invece sarebbero stati sorpresi con una piccola chiave [costruita appositamente – ndr] con la quale potevano intervenire sul gruppo ammortizzatore, variando l’estensione della terza molla. Nel dettaglio si apprende che un commissario tecnico ha sopreso un meccancio della scuderia austriaca mentre effettuava questa operazione facendo finta di pulire i braccetti delle sospensioni.

Il regolamento tecnico parla chiaro, ed è assolutamente vietato intervenire sul gruppo ammortizzatori dopo le qualifiche del sabato pomeriggio, ovvero da quando le monoposto entrano in regime di parco chiuso.
I responsabili del colleggio tecnico della Federazione, Charlie Whiting e Jo Bauer, subito informati sono intervenuti per far ripristinare le misure precedenti e hanno imposto alla squadra di Milton Keynes di dotarsi di strumenti adeguati, altrimenti sarebbe scattata prontamente la squalifica.

Indipendentemente dal fatto che la Red Bull non sia andata in contro a dei provvedimenti disciplinari in occasione della trasferta canadese si può facilmente immaginare come mai ormai la Federazione abbia messo la scuderia di Milton Keynes sotto la lente d’ingrandimento.

Costruire appositamente una chiave minuscola per intervenire sull’altezza da terra denota la filosofia, la morale e l’irriverenza di una scuderia che si crede onnipotente e superiore a tutti quanti, anche sopra le regole stesse, stravolgendo lo spirito stesso della Formula Uno.

1 commento:

  1. E già da tempo che si dubitava di in regolarità della RED-BULL,e il suo tim tutto.Ma i commissari,e la direzione corse,dov'erano?nel frattempo?.Scommetto che se tali cose gravissime fossero state scoperte in altri thim,la squalifica era immediata."dal'trnde il thim è protetto da Ecleston".Purtoppo si registra ormai da tempo che anche nella formula uno ce del marcio,e sta diventando il mondo dei furbetti.Di spiace vere quel mondo che poco alla volta vada in declino.

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