lunedì 4 giugno 2012

Canada: La FIA limita il DRS ad una sola zona

Il circuito di Montreal, l’anno scorso, fu il primo tracciato in cui venne realizzato l'esperimento della doppia zona "DRS" poi riproposta anche in altri Gran Premi della stagione passata e di quella in corso.

Da indiscrezioni che emergono dal direttivo della Federazione Internazionale però, sembra che quest’ultima abbia deciso di ridurre ad una sola zona la possibilità d’utilizzare il dispositivo dell’ala mobile sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve.

Quindi quest’anno i piloti potranno benificiare dell’apertura dell’ala posteriore solo dal tornantino alla chicane prima del rettilineo dei box, per un totale di 600 metri d’utilizzo.

Alla base di questa decisione c’è la volonta da parte della FIA di non rendere troppo agevoli i sorpassi, come invece era apparso l’anno scorso.

Massa: "Nel 2013 o un top team o potrei smettere"

Intervistato alla vigilia del Gran Premio del Canada, Felipe Massa è cosciente che i risultati che otterrà nella restanti 14 gare della stagione 2012 saranno fondamentali per il suo proseguo in Ferrari e in Formula Uno.

Il pilota di San Paolo ha mostrato dei discreti miglioramenti a Montecarlo, restando per tutto il fine settimana vicino alle prestazioni di Alonso e concludendo la gara in sesta posizione.

Il Presidente della Casa di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo, la settimana scorsa ha ridimensionato le voci sul messicano Sergio Perez, indicato da molti addetti ai lavori come probabile successore di Felipe in rosso, definendolo letteralmente: “Troppo inesperto per la Ferrari.”

Anche Fernando Alonso dal canto suo ha mostrato il proprio sostegno al brasiliano: “I risultati che ha ottenuto in queste prime sei gare, non sono normali per uno come Felipe. Ha il mio pieno supporto, e il supporto del team, per provare a ribaltare la situazione. A Monaco le cose sembrano cambiate, quindi spero che d’ora in poi sia tutto a posto per lui.”

Al settimanale tedesco “Auto Motor und Sport” Massa ha confessato: “Posso ancora giocarmi le mie carte per restare in Ferrari il prossimo anno, anche se il futuro al momento è molto incerto. Tutto dipenderà dai risultati che otterrò d’ora in poi. Al momento non ho idea di quello che farò l’anno prossimo perché mi concentro sempre e solo sulla prossima gara. Tutto quello che desidero è restare in Formula Uno con un buon team. Se questo non sarà possibile e per restare ci fosse bisogno di passare ad un team minore, non so se continuerei a correre nel Circus.”

Articoli collegati:

Hamilton: "La McLaren non deve fare più errori"

Nelle sei gare di campionato sin qui disputate sei piloti diversi sono finiti sul gradino più alto del podio, infrangendo il precedente primato della Formula Uno di cinque vincitori diversi in sequenza, che risaliva alla stagione 1983. Nell’elenco di chi si è imposto nelle gare di quest’anno si registra però un’assenza importante, quella del campione del mondo 2008, Lewis Hamilton, che non è riuscito ad aggiudicarsi nessuna delle corse andate in scena in questo scorcio di stagione.

Nonostante tre podi consecutivi ad inizio stagione, il campione britannico ha avuto un avvio meno brillante del previsto anche a causa dei molteplici errori, talvolta grossolani, commessi dal suo, che lo hanno indubbiamente privato di risultati migliori.

In classifica Lewis paga un distacco di 13 punti da Fernando Alonso in cima alla classifica con 76 punti, e 10 dal duo Red Bull di Sebastian Vettel e Mark Webber.

L’inglese si augura che le cose da Montreal in poi inizino ad andare meglio, soprattutto da parte della McLaren Mercedes: “A dispetto della sfortuna e della giornate storte, io sono sempre pronto ad affrontare al meglio le nuove sfide che mi si presentano all’orizzonte. Spero che gli aggiornamenti in arrivo in Canada ci portino più vicini al vertice e che niente vada in modo sbagliato durante il fine settimana. Tutti i ragazzi del team stanno facendo un lavoro fantastico in fabbrica.”

Indycar 2012: Dixon re di Detroit. Barrichello ritirato.

Neanche le pessime condizioni del circuito di Belle Isle hanno fermato la trionfale cavalcata di Scott Dixon che, partito dalla pole, ha comandato ogni giro della gara vincendo meritatamente nella tana della Chevrolet, quarta con Will Power.

La gara è stata infatti condizionata dal distaccamento dalla sede stradale di alcuni pezzi di asfalto che con il passaggio delle vetture schizzavano in aria come schegge mettendo in pericolo l’incolumità dei piloti. A farne le spese più di tutti è stato James Hinchcliffe, il quale impattando contro un pezzo staccatosi in precedenza ha perso il controllo della vettura ed è finito violentemente contro le barriere esterne, uscendo illeso dall’abitacolo.

Le battute iniziali delineavano le gerarchie in pista: Dixon in testa solitario, Power e Pagenaud dietro ad inseguire e più staccati gli altri, tutti accodati a Viso che faceva da tappo. Kanaan intanto si fermava ai box cercando di risolvere a suo favore la situazione cambiando strategia rispetto ai primi.

Una volta finiti i valzer dei pit-stop, Kanaan si è ritrovato nelle zone calde della classifica, occupate sempre da Dixon, Power e Pagenaud, di un altro passo rispetto tutti gli altri, benché proprio Kanaan facesse segnare il miglior giro. Da li a breve la pista avrebbe iniziato a perdere i pezzi con il conseguente stop dato dalla bandiera rossa.

Dopo ben due ore di riparazioni del manto stradale, alla ripartenza Dixon ha mantenuto il controllo delle operazioni su Pagenaud, astutamente secondo nei confronti di Power, poi Franchitti e Servia. Dopo pochi metri ancora bandiera gialla per un contatto di Andretti con Viso, quest’ultimo fermo in mezzo alla pista.

Alla successiva bandiera verde, Franchitti ha sorpreso Pagenaud e si è portato in seconda posizione mantenendola fin sotto la bandiera a scacchi. Quarto posto per l’eccellente Oriol Servia su Kanaan, poi Hunter-Reay, Kimball, Conway e Tagliani a chidere la top-10. Ottima la quattordicesima piazza di Simona de Silvestro su Dallara/Lotus, alla sua miglior gara stagionale. Weekend terribile per Barrichello, ritirato all’11esimo giro dopo una lunga serie di problemi d’assetto e noie al motore della sua monoposto.

Detroit, 03 giugno 2012:
1 - Scott Dixon (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 60 giri
2 - Dario Franchitti (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 1"9628
3 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Honda) - Schmidt - 2"4773
4 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 3"5435
5 - Oriol Servia (Dallara DW12-Chevy) - D&R - 9"6619
6 - Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) - KV - 10"1676
7 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Chevy) - Andretti - 10"6455
8 - Charlie Kimball (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 11"1048
9 - Mike Conway (Dallara DW12-Honda) - Foyt - 11"5315
10 - Alex Tagliani (Dallara DW12-Honda) - Herta - 12"5688
11 - Marco Andretti (Dallara DW12-Chevy) - Andretti - 24"5855
12 - JR Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) - Panther - 25"0071
13 - Ed Carpenter (Dallara DW12-Chevy) - Carpenter - 26"6600
14 - Simona de Silvestro (Dallara DW12-Lotus) - HVM - 28"4369
15 - Josef Newgarden (Dallara DW12-Honda) - Fisher - 1 giro
16 - Ryan Briscoe (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 1 giro
17 - Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 1 giro
18 - EJ Viso (Dallara DW12-Chevy) - KV - 1 giro
19 - Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 2 giri

domenica 3 giugno 2012

Red Bull: "Dopo la FIA, pronti con un piano B"

Dopo le dichiarazioni contrariate di ieri del team principal Chris Horner in seguito alla decisione della Federazione Internazionale sul fondo piatto della Red Bull, oggi dalla base del team a Milton Keynes provano a calmare gli animi gettando acqua sul fuoco.

A farlo ci pensa l’eminenza grigia della scuderia, Helmut Marko, uno che di solito sulle fiamme butta benzina.

Il 69enne consulente Red Bull Racing ha infatti così commentato: “Non avevamo in programma di utilizzare in ogni caso quel fondo in Canada perché avevamo preparato una configurazione completamente diversa della monoposto. Quindi non c’è bisogno di correre ai ripari in vista di Montreal. Questa decisione non danneggia la nostra preparazione della gara.”

Helmut  durante l’intervista ci tiene a sottolineare che il comunicato emesso ieri dalla Federazione Internazionale non è un verdetto contro il team Red Bull Racing ma piuttosto un chiarimento scritto, valido per tutte le scuderie dopo le interrogazioni a riguardo di Ferrari, Mercedes e McLaren.

“Questo riguarda anche tutti gli altri team che utilizzano una soluzione simile, non solo la Red Bull Racing.” [chiara l’allusione alla Sauber Ferrari – ndr]

Il fondo ormai ritenuto irregolare aveva fatto il suo debutto in Bahrain e da allora, i Campioni del Mondo in carica non se ne erano più staccati utilizzandolo anche a Barcellona e Montecarlo. In tre gare hanno ottenuto 2 vittorie. E’ difficile credere che proprio ora volessero accantonarlo. 

Considerando i dubbi del resto del paddock sulla legalità del fondo bucherellato, gli angloaustriaci non si saranno voluti far sorprendere a mani vuote ed erano quindi già corsi ai ripari preparando un’alternativa.

Articoli collegati:
Fondo piatto Red Bull dichiarato illegale dalla FIA del 02 giugno 2012;

Pirelli pronta ad accettare le richieste dei team

Dopo gli attacchi di Schumacher e le polemiche di Alonso la Pirelli sembra sul punto di accontentare i piloti e le scuderie del Circus.

Infatti in occasione del prossimo Gran Premio d’Inghilterra a Silverstone, l’azienda italiana fornirà una specifica più dura da testare in occasione delle prime prove libere del venerdì.

Presumibilmente si tratterà di una variante del composto morbido, eletto insieme alle gomme dure per la gara inglese, anche se non è stato specificato ancora nulla a tal proposito.

Alla Pirelli viene contestato l’eccesiva sensibilità di funzionamento delle gomme, che al di fuori di una finestra ideale di temperature decadono eccessivamente compromettendo le prestazioni e le strategia.

Paul Hembery è stato molto chiaro nelle sue dichiarazioni al settimanale tedesco “Auto Motor und Sport”: "Pensiamo sia assolutamente positivo quando le persone parlano di noi, ma non vogliamo essere il centro della discussione, solo una parte di essa. Avete visto, su un circuito come Montecarlo che non è per nulla stressante per le gomme cosa può accadere. Gli pneumatici durano all’infinito e si azzera così la bagarre e lo spettacolo in pista.”

Tradotto: noi vi forniamo una mescola più costante, ma poi non vi lamentate se ci sarà una minor imprevedibilità.

AT&T firma con la Red Bull Racing

La scuderia Red Bull Racing ha annunciato alla stampa un’importante contratto firmato a Montecarlo in occasione dell’ultimo Gran Premio.

Il colosso americano delle comunicazioni AT&T, fino allo scorso anno legato al team Williams, si è legato a partire da Montreal al team di Milton Keynes.

La società statunitense fornirà alla scuderia Campione del Mondo il network necessario per permettere di collegare la propria base in Inghilterra con il team operativo sui circuiti di gara di tutto il Campionato del Mondo.

Christian Horner, team Principal della scuderia, ha evidenziato l’importanza di questo accordo: “La Red Bull Racing è entusiasta di lavorare con un brand innovativo, globale e rinomato come AT&T. L’anno scorso siamo stati semplici cliente di AT&T e abbiamo provato i reali benefici delle soluzioni che offrono, dunque non vediamo l’ora di sfruttare queste tecnologie che ci daranno benefici in pista e durante tutti i fine settimana  di gara.”

Il Direttore Marketing di AT&T, Frank Jules ha commentato: “La Red Bull Racing ha la reputazione per essere uno dei team più innovativi in Formula Uno, e credo che il loro uso della tecnologia AT&T ne sia un’ulteriore prova.  AT&T lavora e sviluppa prodotti per la Formula Uno da oltre 10 anni e questo accordo mostra come la nostra tecnologia possa fornire un valore reale in uno sport altamente competitivo dove frazioni di secondo possono essere la differenza fra il successo ed il fallimento. La nostra tecnologia ad alta velocità giocherà un ruolo chiave nel supportare la Red Bull Racing durante i weekend di gara così come darà al team le infrastrutture digitali delle quali ha bisogno per far funzionare un’impresa vincente.”

Indycar 2012: Scott Dixon in pole a Detroit. Indietro Rubens

Sul bellissimo circuito di Detroit, sin dalle prove libere del mattino era emerso chiaramente che il discorso pole-position sarebbe stato un affare tra due piloti: Scott Dixon e Will Power, ed è così infatti che sarà composta la prima fila del GP di Detroit, con il neozelandese che ha avuto la meglio del pilota australiano per soli 0”0044.

Una grande prova di forza da parte del pilota Ganassi, disperatamente alla ricerca della prima vittoria stagionale dopo l’avvio stagionale farcito di piazzamenti a podio non proprio graditi al campione IRL 2003. La pole è maturata solamente negli ultimi due minuti, quando c’è stata un bel botta e risposta a suon di giri veloci tra lui e Power.

Terzo tempo per un grande Alex Tagliani, resuscitato dopo il passaggio del team di Bryan Herta dai deludenti V6 Lotus alle unità giapponese della HPD. Il canadese in griglia di partenza sarà affiancato da Simon Pagenaud, anch’egli su una DW12 spinta dai propulsori nipponici. Chiudono la Fast-Six il venezuelano EJ Viso e Ryan Hunter-Reay, sicuramente il più deluso dei sei finalisti.

Non hanno invece oltrepassato la ghigliottina della Fast-12 Graham Rahal, Briscoe e Castroneves, mentre si è riportato nelle posizioni di vertice Sebastien Bourdais, che grazie al motore Chevy può esprimersi su buoni livelli. Deludente la prova di Dario Franchitti, il quale non è riuscito nemmeno a superare la Q1 e quella di Barrichello, appena ventesimo. Rahal inoltre sarà penalizzato per un cambio motore non consentito ad Indy durante le libere 14 Maggio e partirà dunque 17esimo.

Contrariamente alle attese Simona de Silvestro con l’unico motore Lotus ancora in circolazione è riuscita a limitare i danni e partirà dalla 22esima posizioni con un gap dal poleman di appena due secondi. Peccato che la svizzera dovrà scontare una penalità presa ad Indy per un cambio non consentito del motore e dunque partirà dall’ultima posizione. Arretrati in griglia anche Marco Andretti e James Jakes per non aver superato le verifiche tecniche post-qualifica.

La griglia di partenza:
1. fila
Scott Dixon (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 1'10"3162
Will Power (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 1'10"3206
2. fila
Alex Tagliani (Dallara DW12-Honda) - Herta - 1'10"6684
Simon Pagenaud (Dallara DW12-Honda) - Schmidt - 1'10"8426
3. fila
EJ Viso (Dallara DW12-Chevy) - KV - 1'11"0852
Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Chevy) - Andretti - 1'11"4557
4. fila
Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 1'10"9434*
Ryan Briscoe (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 1'10"9964
5. fila
Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) - Penske - 1'11"0076
Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) - Dragon - 1'11"1624
6. fila
Justin Wilson (Dallara DW12-Honda) - Coyne - 1'11"3376
Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) - Rahal - 1'11"8122
7. fila
Josef Newgarden (Dallara DW12-Honda) - Fisher - 1'12"1068
James Hinchcliffe (Dallara DW12-Chevy) - Andretti - 1'11"6519
8. fila
Dario Franchitti (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 1'12"3276
Mike Conway (Dallara DW12-Honda) - Foyt - 1'11"6521
9. fila
Oriol Servia (Dallara DW12-Chevy) - D&R - 1'12"5754
Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) - KV - 1'11"8080
10. fila
JR Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) - Panther - 1'12"5835
Rubens Barrichello (Dallara DW12-Chevy) - KV - 1'12"4052
11. fila
Charlie Kimball (Dallara DW12-Honda) - Ganassi - 1'12"5844
Simona de Silvestro (Dallara DW12-Lotus) - HVM - 1'12"6014
12. fila
Ed Carpenter (Dallara DW12-Chevy) - Carpenter - 1'14"8816
Marco Andretti (Dallara DW12-Chevy) - Andretti - 1'12"6531
13. fila
15 - James Jakes (Dallara DW12-Honda) - Coyne - 1'12"8469

sabato 2 giugno 2012

Amarcord: Stefan Bellof, un campione morto sul nascere

Stefan Bellof è nato a Giessen, all’epoca Germania Ovest il 20 novembre 1957. Cominciò la sua carriera a 16 anni sui kart vincendo diversi titoli nazionali tedeschi.

Nel 1980 debuttò in Formula Ford Nazionale 1600 vincendo al primo tentativo, a 23 anni e nell’anno seguente vinse l’edizione internazionale. Nello stesso anno riuscì a strappare un volante in Formula 3 con la Ralt Rt3 per le ultime sette gare del campionato. Anche qui come in tutte le altre categorie vinse subito. Tre vittorie in sette gare.

Nel 1982 c’è un altro salto di categoria. Il team Maurer-Bmw gli offre un contratto in Formula 2. Qui vinse subito al debutto sotto la pioggia a Silverstone e anche la gara successiva ad Hockenheim.

Approfittando della pausa estiva della Formula 2, debutta anche nelle gare riservate alle sportprototipo, partecipando col il team Kremer alla gara ad Hockenheim e alla 1000 km di Spa. La Rothmans, che aveva già notato le potenzialità di Stefan, decise d’inserirlo per la stagione 1983 nella squadra ufficiale Rothmans Porsche in coppia col più esperto Derek Bell. La fiducia fu immediatamente ricambiata con 4 pole position e 4 giri più veloci e 3 vittorie alle 1.000 km Silverstone, Fuji e Kyalami.

All’ultima gara della serie, sul circuito del Nürburgring [quello vero da 20.832 metri – ndr], Bellof mostrò le sue doti di campione facendo segnare il miglior tempo ufficioso in 6’11’’130, rimasto ancora oggi imbattuto.
Durante il 1983 Bellof ebbe anche la possibilità di fare alcuni test a Silverstone con la McLaren in compagnia di un altro giovanissimo campione chiamato Ayrton Senna e a Martin Brundle. I tre futuri piloti della massima serie riescono ad impressionare Ron Dennis e la squadra con tempi sul giro di 1'14"300 (Senna), 1'14"660 (Bellof) e 1'14"700 (Brundle), allineati al tempo in qualifica di Lauda nel GP d’Inghilterra di quell’anno (1’14”267) e nettamente migliori del 1’15”609 di John Watson. Anni più tardi si venne a sapere che Stefan aveva avuto a disposizione il meno potente motore Cosworth DFV, al posto del DFY usato da Senna, altrimenti i tempi si sarebbero sicuramente avvicinati.

La Rothmans gli vietò però di passare ad un team di Formula Uno sponsorizzato dalla Marlboro così Bellof fu “esiliato” in un team ricco di storia ma ormai di secondo livello come la Tyrrell.

Nel 1984 Bellof poté quindi correre ancora il mondiale Endurance, ai comandi di una Porsche 956B e con la forte sponsorizzazione della Rothmans, vincendo a Monza, Nurburgring, Spa-Francorchamps, Imola, Fuji e Sandown Park. A fine anno si aggiudicò il Campionato del Mondo Endurance.

In Formula Uno però non andò altrettanto bene. La Tyrrell di Stefan l’unica compagine che montasse ancora il vecchio Ford Cosworth DFY, un aspirato che pagava oltre un centinaio di cavalli ai motori turbocompressi della concorrenza.
Una piccolo miracolo sembrò avvenire a Monaco. La gara partì sotto il diluvio e Bellof, qualificatosi 20, rimontò fino alla tredicesima posizione nel corso del primo giro. Nei giri seguenti inanellò spettacolari sorpassi ai danni di Keke Rosberg e René Arnoux, fino ad arrivare terzo. La gara venne interrotta al 31 giro dal commissario di pista Jacky Ickx prima di aver completato almeno metà della gara, quindi il punteggio assegnato fu dimezzato; per il recupero portentoso di Bellof rimasero solo 2 punti. Due gare dopo, a Montreal, la catastrofe nell’annata di Bellof e della Tyrrell. Le analisi dell’acqua rivelarono pallini di piombo e tracce di idrocarburi; il sospetto era che le monoposto corressero sottopeso. Il team inglese fu squalificato e Bellof perse tutti i risultati ottenuti.

L’anno successivo firmò per il team di Walter Brun nel campionato Endurance, sempre su una Porsche 956. In Formula Uno, sul circuito portoghese dell’Estoril inondato dalla pioggia regalò al suo team un insperato sesto posto, a cui fece seguito un quarto a Detroit, ma i limiti tecnici del datato DFY, e l’incessante crisi economica della scuderia, limitarono di molto le ambizioni del pilota.
Il primo settembre 1985 partecipò alla 1000 km di Spa con la Porsche 956B del Team Brun; in un tentativo di sorpasso al leader della gara Jacky Ickx sulla Porsche 962 ufficiale, che da alcuni giri gli resisteva tenacemente, Bellof affiancò il belga all’Eau Rouge, che lo chiuse nel tentativo d'impostare la traiettoria più facile su una delle curve più pericolose del circuito, il Raidillon. Bellof si schiantò frontalmente, a circa 260 km/h, contro il muretto di cemento all'esterno della curva mentre Ickx, finito in testacoda, colpì il muro con il retro e rimase illeso. L'incendio della Porsche 956 sommato alle gravissime lesioni al torace, alle gambe e alla colonna vertebrale, non lasciarono scampo a Bellof. Trasferito d'urgenza presso l'ospedale di Stavelot, vi arrivò già morto.

Maurer suo team manager ai tempi della F2, dopo la morte di Bellof disse: “Sono certo che sarebbe divenuto Campione del Mondo di F1, in qualche modo e in qualche anno e con qualche macchina. Se solo fosse vissuto abbastanza”. Purtroppo il tempo a volte è realmente tiranno…

Fondo piatto Red Bull dichiarato illegale dalla FIA

La notizia che tanti tifosi e appassionati aspettavano dalla domenica del Gran Premio di Montecarlo è finalmente arrivata.

Nella tarda serata di ieri [1 giugno – ndr] la Federazione Internazionale ha dichiarato illegale il fondo piatto della Red Bull RB8 Renault utilizzato dalla scuderia inglese a partire dal Gran Premio del Bahrain con la seguente motivazione: “A seguito delle richieste di investigazione da parte di alcuni team e dopo una serie di discussioni tecniche la Federazione ha deciso che l’unica interpretazione legale del regolamento per il punto 3.12.5 delle norme tecniche, deve considerarsi quella che non prevede buchi [o intagli – ndr] lungo tutto il fondo piatto della monoposto.”

Subito dopo le qualifiche della gara monegasca, Ferrari, Mercedes e McLaren, hanno ufficialmente invitato la FIA ad emettere un parere tecnico vincolante sul buco nel fondo della RB8 perchè ritenuto da loro illegale.

La Red Bull Racing dopo questa decisione si vede costretta a modificare il proprio fondo piatto in vista del prossimo Gran Premio del Canada in programma il 10 giugno.

La Federazione ha comunque confermato i risultati e soprattutto le vittorie ottenute dal team di Chris Horner in Bahrain e Monaco con Vettel e Webber.

Chris Horner ha fatto sapere che molto probabilmente il team presenterà ricorso anche se non è ancora ufficiale. Il team principal inglese ha così commentato ai microfoni di Sky Sport F1: “Le regole sono scritte in modo tale da essere aperte a interpretazioni e la nostra interpretazione  è stata accettata dai commissari e dal delegato tecnico Whiting sin dal Bahrain. Penso che questa decisione sia una conseguenza di essere veloci.”